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Avv. TATIANA BLAZINCIC
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DIRITTO DI FAMIGLIA

SEPARAZIONE, DIVORZIO E NEGOZIAZIONE ASSISTITA: ASPETTI ESSENZIALI.
La separazione non scioglie il matrimonio: ne attenua gli effetti, sosp endendo alcuni obblighi — come la coabitazione — in vista di un esito che può essere la riconciliazione oppure, più frequentemente, il divorzio, con cui il vincolo cessa definitivamente. Non è però una semplice fase di attesa: la separazione produce effetti propri e spesso duraturi su figli, contributi economici e casa familiare, e le condizioni fissate in questa sede condizionano di regola anche il successivo divorzio. Per questo merita la stessa attenzione che si dedicherebbe a un accordo definitivo.
Separazione consensuale. Quando i coniugi ottengono un'intesa sulle condizioni — affidamento e mantenimento dei figli, assegno, assegnazione della casa — la separazione può avvenire con ricorso congiunto al tribunale oppure, in alternativa, mediante negoziazione assistita dagli avvocati, senza passare dall'udienza, con controllo dell'accordo da parte della Procura della Repubblica. È la via più rapida e meno gravosa, anche sul piano personale.
Separazione giudiziale. In mancanza di accordo, decidere il tribunale, su domanda di uno dei coniugi, regolando affidamento, mantenimento e casa familiare. Su richiesta, il giudice può pronunciare l'addebito della separazione al coniuge cui sia imputabile la violazione dei doveri matrimoniali: una pronuncia con conseguenze rilevanti, perché il coniuge cui la separazione è addebitata perde il diritto all'assegno di mantenimento (salvi gli alimenti) ei diritti successori.
Con la separazione vengono regolati l'affidamento dei figli — di regola condivisa — e il loro mantenimento, l'eventuale assegno a favore del coniuge economicamente più debole, l'assegnazione della casa familiare (disposta nell'interesse prioritario dei figli) e lo scioglimento della comunione legale dei beni.
Il divorzio può essere chiesto decorsi sei mesi dalla separazione consensuale (o dall'accordo di negoziazione assistita) oppure dodici mesi dalla comparazione dei coniugi nella separazione giudiziale.
La riforma Cartabia ha inoltre reso possibile proporre in un unico ricorso la domanda di separazione e quella di divorzio : quest'ultima viene decisa una volta maturati i termini di legge, con un considerevole risparmio di tempi e di attività processuale. È una novità che conviene valutare fin dall'impostazione iniziale della vicenda, perché incide sulla strategia complessiva.
Lo Studio assiste i coniugi in ogni fase: dalla consulenza iniziale sulla via più adatta — consensuale, Negoziazione assistita o giudiziale — alla definizione delle condizioni su figli, contributi e casa, fino al divorzio e alle eventuali modifiche successive delle condizioni, quando le circostanze di vita cambiano.
Contenuto a finalità esclusivamente informativa, che non costituisce parere legale. Ogni situazione richiede una valutazione specifica.
